Sci Club Rongai

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09/06/2018
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Bresciaoggi – Cinque bresciani per il consiglio e Zecchini resterà presidente

Cinque bresciani sono in corsa per il consiglio regionale della Fisi retto nell’ultimo mandato dal nostro Franco Zecchini. Proprio Zecchini si ripresenta agli elettori come unico candidato alla presidenza all’assemblea elettiva, convocata alle 9 in prima convocazione, alle 9,30 in seconda, al Centro Servizi del Credito Valtellinese in via Feltre a Milano. Franco Zecchini è certo della rielezione, ma sarà importante verificare la percentuale dei voti che riuscirà a ottenere. Ha lavorato bene e soprattutto è stato presente senza soluzione di continuità laddove si richiedeva il suo intervento. «Ho deciso di ricandidarmi per poter portare a termine i progetti iniziati e magari migliorarli – dice l’imprenditore di casa nostra -. Siamo riusciti a ottenere risultai lusinghieri grazie alla compattezza del gruppo. Spero di poter contare anche nel prossimo quadriennio sulla disponibilità degli amici, i quali hanno contribuito tantissimo ai successi amministrativi, organizzativi e agonistici delle nostre Alpi Centrali. Spero di raccogliere un buon risultato, giusto viatico per il tanto lavoro che ci attende». Franco Zecchini quindi per la seconda volta di fila guiderà le Alpi Centrali. Sono in corsa per un posto nel consiglio direttivo dei laici Arturo Fabrizio Ranisi, un passato al Rongai Pisogne a al comitato provinciale bresciano, consigliere uscente, insieme a Walter Maculotti, presidente dell’Sc Pontedilegno, già consigliere regionale e dotato di qualità importanti. Unico candidato per il consiglio direttivo dei tecnici è Silvano Sorio, dal passato agonistico importante, allenatore tra i più bravi dello Ski Val Palot, nonché gestore insieme a qualche socio degli impianti di risalita della località che fa da spartiacque tra Valtrompia e Vallecamonica. Infine per il collegio dei revisori dei conti è in corsa il dottor Paolo Vollono, discreto atleta, figlio di Franco, ex presidente del Panathlon Club Brescia. Il nuovo consiglio direttivo rispetto al passato sarà composto soltanto da dieci effettivi: sette laici, due atleti, un allenatore, in ossequio alle disposizioni del Coni. In corsa per l’elezione sono quasi il doppio.

Angiolino Massolini

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27/05/2018
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+Valli TV – DAL BIANCO AL VERDE

Domenica scorsa sì è svolta la festa del Comitato provinciale FISI di Brescia nel verde dei prati di alta montagna, a Grignaghe di Pisogne, dove la Fisi ha voluto ringraziare e gratificare tutti coloro che si sono resi protagonisti di una stagione agonistica, appena conclusa, che resterà negli annali per gli ottimi risultati. L’organizzazione dell’incontro è stata curata in maniera cordiale e impeccabile dallo Sci Club Rongai, che a Grignaghe è di casa, presso la struttura polifunzionale dove i ragazzi hanno giocato, hanno ricevuto i complimenti e gli incoraggiamenti loro rivolti e quindi sono stati premiati. Sono quindi stati assegnati i pettorali rossi di specialità e di categoria, mentre sono stati varati i programmi degli allenamenti estivi. Presenti alla festa anche i rappresentanti del Comitato zonale Alpi Centrali, che andrà a elezioni il 9 giugno prossimo, mentre la rielezione del Comitato provinciale è prevista per l’estate. Intanto i ragazzi delle varie discipline, con i loro allenatori, stanno facendo la preparazione atletica e testando i materiai per la nuova stagione agonistica, mentre da giungo inizieranno la preparazione estiva sui ghiacciai, iniziando dallo Stelvio.

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28/03/2018
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FISI – Irene Curtoni vince lo scudetto di slalom femminile a Passo San Pellegrino

Irene Curtoni (Cs Esercito) bissa il titolo del gigante e con il successo nello speciale porta a due i tricolori vinti in questi campionati al pari di Manfred Moeggl e del discesista Patrick Staudacher.

Il secondo titolo per la valtellinese e arrivato sulla pista molto tecnica della “Panoramica” su un percorso molto tecnico con 180 metri di dislivello e 60 porte con cui dare battaglia per passarle incolume. Un fatto questo che ha penalizzato l’alpina Chira Costazza che aveva dominato la prima manche ma che poi sul più bello quando stava per cogliere il successo è saltata.

In ogni caso onore a Curtoni che, pur con un grossolano errore nel finale, è riuscita a tenere duro ottenendo il sesto tempo di manche che le permetteva di festeggiare.

Ottima anche l’argento di giornata Nicole Gius. L’altoatesina che nello slalom vanta ben sette titoli seppur con qualche sbavatura tecnica a salire sul podio come pure per la coetanea Denise Karbon che dal quinto posto è arrivata al bronzo in virtù del miglio tempo.

Quarta Camilla Borsotti a soli 10/100 dal podio e stesso piazzamento della prima.

Di enorme valore tecnico la prestazione della ventenne napoletana Chiara Carratù che pur con il pettorale 19 alla fine è finita settima e le undici posizioni recuperate da Carmen Geyr dal 29ima al 18imo posto) con il sesto tempo nella seconda manche e nonostante il pettorale 36.

Da segnalare che la via erano in 91 che nella prima manche sono uscite in 31 e nella seconda 12 per un totale di 43. Per cui hanno completato la gara in 48.

Nella combinata successo per la “carabiniera” Camilla Borsotti sull’emergente lombarda Sabrina Fanchini e bronzo a Enrica Cipriani al suo terzo podio in questi assoluti dopo il successo in super-g e l’argento in libera.

Le Interviste:

Irene Curtoni – Sono davvero felice per questi due titoli consecutivi. Posso solo dire di essere stata brava a continuare dopo un errore nel muro finale che quasi mi faceva cadere.

Nicole Gius – Bella pista e bella gara la mia senza dubbio. Speravo di fare meglio nella prima manche (terza) anche perché questa è la mia gara in cui ho vinto ben 7 titoli.

Denise Karbon: – Come nello speciale sono salita di un paiuo di posizioni. Il che significa che gareggio sempre al massimo. Sono contenta di questio ennesimo podio e guardo con fiducia al futuro.

Chiara Costazza – Dopo la prima manche pensavo veramente di poter puntare al podio. Purtroppo non è stagione. Ora smetto per un po’ e poi spero davvero che la sorte di cambi

Classifica Slalom Gigante femminile – pista Col Margherita
1° Irene Curtoni (Esercito) 1’47″61
2° Nicole Gius (Esercito) + 41/100
3° Denise Karbon (Fiamme Gialle) + 60/100
4° Camilla Borsotti (Carabinieri) + 70/100
5° Carmen Thalmann (Aut) + 96/100
6° Michaela Noesig (Aut) + 1″17
7° Elena Carratù (Sc Napoli) + 1’84”
8° Karen Persyn (Bel) + 2″61
9° Anna Marconi (Fiamme Gialle) + 2″94
10° Giulia Candiago (Esercito) + 2″30.

Classifica combinata
1° Camilla Borsotti (Carabinieri) 43.88
2° Sabrina Fanchini (Rongai Pisogne) 45.81
3° Enrica Cipriani (Fiamme Oro) 50.75
4° Francesca Marsaglia (Esercito) 59.12
5° Benedetta Cumani (San Sicario) 76.33

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16/03/2018
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Radio Voce Camuna – Coppa del Mondo. Sofia Goggia non si ferma più, Nadia Fanchini è nella top ten

Dopo aver chiuso seconda la discesa libera di Are in Svezia, con conseguente successo di specialità, giovedì Sofia Goggia si è affermata in supergigante nella finale di Coppa del Mondo.

Dopo di lei Viktoria Rebensburg, Lindsey Vonn, Michelle Gisin, Federica Brignone, Tina Weirather e la nostra Nadia Fanchini.

Due gare, due podi per la bergamasca cresciuta al Rongai Pisogne, per un totale di cinque vittorie e altri diciassette zone medaglia.

Settima Nadia Fanchini, che ha colto il suo secondo miglior risultato in superG dopo la quinta posizione ottenuta a Bad Kleinckirchheim, il giorno prima del suo ritorno sul podio in discesa libera, alle spalle di Sofia Goggia e Federica Brignone.

Con quella di giovedì la camunaha portato a 66 le top ten ottenute in Coppa del Mondo, in 236 presenze, risultato considerevole alla luce dei frequenti infortuni e dei delicati interventi subiti.

Linda Bressanelli

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14/03/2018
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Panorama – L’anno d’oro di Sofia Goggia: dalle Olimpiadi alla Coppa del Mondo

È diventata “Super Sofia” sognando di vincere e trionfando quello che nessun altra prima di lei era riuscita a raggiungere: l’oro olimpico nella discesa libera alle Olimpiadi di PyeongChang il 21 febbraio del 2018.

Oggi un’altra vittoria, quella nella sua disciplina in Coppa del Mondo. Le è bastato il secondo posto nell’ultima prova della stagione ad Are, in Svezia, alle spalle di Lindsey Vonn. Goggia ha chiuso con un distacco di sei centesimi dalla statunitense, alla quale non è bastato il successo odierno per la rimonta nella classifica di specialità.

E’ la seconda italiana a riuscirci nei 50 anni di storia della Coppa del Mondo dopo Isolde Kostner nel 2001 e 2002.

Ecco la sua fotostoria.

Sofia Goggia è nata il 15 novembre 1992 a Bergamo Alta, figlia di un ingegnere e di un’insegnante.

La piccola sognatrice di Foppolo

Mette gli sci sui campi di Foppolo (Val Brembana) e fa capire subito con la sua ditintiva erre moscia che la grinta e la determinazione non mancano. Cresce agonisticamente prima nello Sci Club Ubi Banca Goggi, poi nel Radici Group che porta il nome della gloria della valanga azzurra Fausto Radici. Dal 2008 è nella squadra agonistica dello Sci Club Rongai di Pisogne in Val Camonica, dove rimarrà fino al 2011 seguita da allenatori di primissimo livello come Daniele Simoncelli e Devid Salvadori. Già nel 2009 Sofia fa incetta di vittorie in tutte le specialità, guadagnandosi la convocazione nella Squadra Nazionale. Tra il 2010 e il 2011 l’atleta azzurra sarà tormentata da infortuni al ginocchio, dei quali il peggiore a Kvitfjell in Coppa Europa.

Il ginocchio non dà tregua

Se il ginocchio tradisce, il carattere supplisce. Nella stagione 2011/2012 di Coppa Europa ritorna alla grande vincendo una gara mozzafiato in gigante a Zinal rendendosi protagonista di una seconda manche mozzafiato. Poi a Roccaraso ancora un maledetto infortunio si mette di traverso. Ma non è sufficiente per fermare la determinazione senza fine di Sofia: e in coppa Europa nella stagione successiva è tutta una salita e una discesa, questa volta però sul podio (a Courchevel, Sankt Anton, Jasna, Pamporovo).

I sogni s’infrangono (momentaneamente)

Si spalancano così le porte della Coppa del Mondo nel 2013. Incoraggiante è il 7°posto nel SuperG a Beaver Creek ma il sogno è da rimandare ancora una volta per una caduta durante la libera sulla pista canadese di Lake Louise. Stagione finita sia per quanto riguarda la Coppa del Mondo sia per le Olimpiadi invernali di Sochi 2014.

Sofia Goggia rivede il cancelletto di Coppa del Mondo proprio a Lake Louise nel 2015, ma il ginocchio è una maledizione che si ripete poco dopo quando nel bel mezzo della stagione le viene diagnosticata una ciste.

Sofia non si arrende: le stagioni del trionfo

Chiunque si sarebbe arreso, tranne lei. Nella stagione seguente il sole sorge nuovamente sulla più entusiasmante stagione di Sofia, quella del 2016-2017. I podi saranno 13 e i punti 1197, tanto da accendere nuovamente i riflettori dei media sullo sci Italiano, spenti dai tempi della Compagnoni e di Tomba. Condivide con le compagne di squadra Federica Brignone, Marta Bassino e Nadia Fanchini l’entusiasmo di due primati: i due podi tutti italiani ad Aspen in gigante e per la prima volta nella storia in discesa libera il 14 gennaio 2018 a Bad Kleinkirchheim.

I sogni d’oro diventano realtà

Manca poco ed arriverà sempre in discesa libera oro olimpico. È il 21 febbraio 2018, quando Sofia taglia il traguardo a un soffio dalle inseguitrici Mowinckel e Vonn:  per gli italiani è notte fonda. È l’ora dei sogni, che nel caso di Sofia Goggia da Bergamo si sono realizzati.

Edoardo Frittoli

Sorgente: L’anno d’oro di Sofia Goggia: dalle Olimpiadi alla Coppa del Mondo – Panorama

14/03/2018
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Panorama – L’anno d’oro di Sofia Goggia: dalle Olimpiadi alla Coppa del Mondo

Dopo il successo a PyeongChang, per la sciatrice bergamasca arriva anche la coppa di cristallo in discesa libera.

È diventata “Super Sofia” sognando di vincere e trionfando quello che nessun altra prima di lei era riuscita a raggiungere: l’oro olimpico nella discesa libera alle Olimpiadi di PyeongChang il 21 febbraio del 2018.

Oggi un’altra vittoria, quella nella sua disciplina in Coppa del Mondo. Le è bastato il secondo posto nell’ultima prova della stagione ad Are, in Svezia, alle spalle di Lindsey Vonn. Goggia ha chiuso con un distacco di sei centesimi dalla statunitense, alla quale non è bastato il successo odierno per la rimonta nella classifica di specialità.

E’ la seconda italiana a riuscirci nei 50 anni di storia della Coppa del Mondo dopo Isolde Kostner nel 2001 e 2002.

Ecco la sua fotostoria.

Sofia Goggia è nata il 15 novembre 1992 a Bergamo Alta, figlia di un ingegnere e di un’insegnante.

La piccola sognatrice di Foppolo

Mette gli sci sui campi di Foppolo (Val Brembana) e fa capire subito con la sua ditintiva erre moscia che la grinta e la determinazione non mancano. Cresce agonisticamente prima nello Sci Club Ubi Banca Goggi, poi nel Radici Group che porta il nome della gloria della valanga azzurra Fausto Radici. Dal 2008 è nella squadra agonistica dello Sci Club Rongai di Pisogne in Val Camonica, dove rimarrà fino al 2011 seguita da allenatori di primissimo livello come Daniele Simoncelli e Devid Salvadori. Già nel 2009 Sofia fa incetta di vittorie in tutte le specialità, guadagnandosi la convocazione nella Squadra Nazionale. Tra il 2010 e il 2011 l’atleta azzurra sarà tormentata da infortuni al ginocchio, dei quali il peggiore a Kvitfjell in Coppa Europa.

Il ginocchio non dà tregua

Se il ginocchio tradisce, il carattere supplisce. Nella stagione 2011/2012 di Coppa Europa ritorna alla grande vincendo una gara mozzafiato in gigante a Zinal rendendosi protagonista di una seconda manche mozzafiato. Poi a Roccaraso ancora un maledetto infortunio si mette di traverso. Ma non è sufficiente per fermare la determinazione senza fine di Sofia: e in coppa Europa nella stagione successiva è tutta una salita e una discesa, questa volta però sul podio (a Courchevel, Sankt Anton, Jasna, Pamporovo).

I sogni s’infrangono (momentaneamente)

Si spalancano così le porte della Coppa del Mondo nel 2013. Incoraggiante è il 7°posto nel SuperG a Beaver Creek ma il sogno è da rimandare ancora una volta per una caduta durante la libera sulla pista canadese di Lake Louise. Stagione finita sia per quanto riguarda la Coppa del Mondo sia per le Olimpiadi invernali di Sochi 2014.

Sofia Goggia rivede il cancelletto di Coppa del Mondo proprio a Lake Louise nel 2015, ma il ginocchio è una maledizione che si ripete poco dopo quando nel bel mezzo della stagione le viene diagnosticata una ciste.

Sofia non si arrende: le stagioni del trionfo

Chiunque si sarebbe arreso, tranne lei. Nella stagione seguente il sole sorge nuovamente sulla più entusiasmante stagione di Sofia, quella del 2016-2017. I podi saranno 13 e i punti 1197, tanto da accendere nuovamente i riflettori dei media sullo sci Italiano, spenti dai tempi della Compagnoni e di Tomba. Condivide con le compagne di squadra Federica Brignone, Marta Bassino e Nadia Fanchini l’entusiasmo di due primati: i due podi tutti italiani ad Aspen in gigante e per la prima volta nella storia in discesa libera il 14 gennaio 2018 a Bad Kleinkirchheim.

I sogni d’oro diventano realtà

Manca poco ed arriverà sempre in discesa libera oro olimpico. È il 21 febbraio 2018, quando Sofia taglia il traguardo a un soffio dalle inseguitrici Mowinckel e Vonn:  per gli italiani è notte fonda. È l’ora dei sogni, che nel caso di Sofia Goggia da Bergamo si sono realizzati.

Edoardo Frittoli

Sorgente: L’anno d’oro di Sofia Goggia: dalle Olimpiadi alla Coppa del Mondo – Panorama

03/03/2018
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Bergamo Post – Cristina, che batteva Sofia Goggia «Ma solo in slalom. È una guerriera» –

«Sofia Goggia ha la velocità nel sangue, predestinata con una passione smisurata per lo sci». La campionessa olimpica di discesa raccontata da chi ha condiviso parte del percorso, fin dalle categorie nelle quali il grande sogno cominciava a prendere forma: Cristina Capitanio, 27enne seriana di Songavazzo, oggi è una laureanda in Farmacia che vince le gare domenicali del Csi («credo siano le ultime, ormai gli obiettivi sono altri e allenarsi una sola volta alla settimana non è il massimo»), ma ieri sapeva mettere alle spalle la regina della libera. «Sì, ma solo in slalom – puntualizza Cristina – che è sempre stato il mio pane. Rispetto a Sofia sono più grande di un anno, abbiamo cominciato entrambe nel Goggi per poi passare al Radici, nel quale siamo state compagne di team per un biennio: lei, in seguito, si è spostata al Rongai mentre io ho continuato per altri tre anni con il club gandinese. Quando siamo passate nel Comitato invece eravamo le rappresentanti bergamasche insieme a Michela Azzola e Marta Benzoni».

Leonardo Mologni

Sorgente: Cristina, che batteva Sofia Goggia «Ma solo in slalom. È una guerriera» – Bergamo Post

22/02/2018
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Bresciaoggi – Sbocciata al Rongai Pisogne. E ora c’è il successo più bello

È entrata nella storia dello sci mondiale, grazie anche agli insegnamenti ricevuti da Daniele Simoncelli e Devid Salvadori, durante la sua militanza al Rongai Pisogne presieduto da Enrico Serioli, padre dell’ex centravanti del Brescia Gianfranco: Sofia Goggia bergamasca doc, neo-campionessa olimpica è sbocciata sulle montagne bresciane. Approdata al Rongai Pisogne nell’estate del 2008, dopo aver gareggiato per Goggi e Radici, ha dimostrato subito di avere qualità tecniche e agonistiche nettamente superiori alla media. Decisa come pochissime altre atlete, ha vinto numerose gare regalando al team camuno soddisfazioni in quantità industriale. Di lei si ricordano le buone prestazioni offerte alle Olimpiadi Giovanili di Szczyrk in Polonia, nel mese di febbraio 2009, quando riuscì a piazzarsi nona in gigante e quindicesima tra le porte strette. Una sorta di prova generale a livello internazionale, per l’avvio di una carriera che da quel giorno è diventata sempre più ricca di successi. UNA RAGAZZA polivalente, capace di fare bene nelle prove tecniche e in quelle veloci. La conferma è giunta puntuale ai campionati italiani giovani di Pila nello stesso anno. Nella categoria aspiranti vinse quasi tutto quello che c’era da vincere: gigante, slalom, supergigante. Una tripletta da sogno per un’atleta che cercava di migliorarsi di gara in gara, senza temere le avversarie. «Le rispetto tutte – diceva prima e dopo le gare -, ma non ne temo nessuna. Sono qui per fare bene e se possibile vincere. Quindi devo pensare solo a sciare al massimo dall’inizio alla fine». Alcune gare ovviamente le ha perse per il suo modo di affrontarle: voleva sempre primeggiare, non le piaceva sciare con il freno a mano tirato. A livello giovanile dopo l’exploit a Pila, è stata primattrice anche nel supergigante tricolore di Caspoggio, affrontato nella categoria giovani, portando a quattro i suoi titoli italiani. In quella circostanza destò meraviglia perché contese fino in fondo il miglior tempo anche dei maschi. Quale era la sua dote migliore? La risolutezza nell’affrontare le gare. Devid Salvadori (fidanzato di Nadia Fanchini) e Daniele Simoncelli lo sapevano e agivano di conseguenza. Financo negli allenamenti voleva dare spettacolo, voleva volare. Proprio come ha fatto ieri a PyeongChang. Che potesse arrivare in alto, entrambi gli allenatori, Enrico Serioli e il team manager Fabrizio Ranisi lo affermarono in quelle tre splendide stagioni nel corso delle quali anche Andrea Ravelli seppe ottenere risultati fantastici. Ma che potesse regalare all’Italia la prima medaglia d’oro della specialità regina dei Giochi Olimpici, forse nemmeno loro se l’attendevano. LEI INVECE NO. Fin da quando iniziò a sciare mise nel mirino le Olimpiadi. E con più andava avanti, quell’obbiettivo l’aveva sempre in mente. Quando si recò a Szczyrk in Polonia per la rassegna planetaria giovanile, disse che quello era solo il primo approccio con la manifestazione più prestigiosa del mondo. Adesso che si è laureata campionessa olimpica riscrivendo la storia, sono in molti a ricordare quelle frasi. Ma 9 anni fa nessuno si sognava riuscisse davvero a colmare questa lacuna italiana. E come dice Enrico Serioli, è in grado di migliorare ulteriormente il suo rendimento perché non è mai contenta del suo operato. Per Bresciasci rimasta a secco per la sfortunatissima prova di Nadia Fanchini una grossa soddisfazione, perché Sofia è nata campionessa sulle nostre montagne con la tuta del Rongai Pisogne.

Angiolino Massolini

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21/02/2018
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Teleboario – Sofia Goggia dal Rongai all’oro Olimpico in Discesa

SOFIA GOGGIA PORTA IL RONGAI SUL TRONO
Nello storico oro Olimpico di Sofia Goggia c’è anche tanta Vallecamonica. La Bergamasca è infatti cresciuta nello sci club Rongai di Pisogne sulle nevi di Montecampione.

Sorgente: sci: sofia goggia dal rongai all’oro olimpico in discesa

21/02/2018
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Fisi Alpi Centrali – SOFIA GOGGIA: IL SOGNO DI UNA BAMBINA DIVENTATO REALTA’. ORO A CINQUE CERCHI!

“E’ sempre stata una dura, una che non si arrende mai” è il primo commento di un raggiante Elio Presazzi, allenatore della formazione femminile dello sci alpino del Comitato FISI Alpi Centrali, nel giorno della gloria dello sci alpino italiano, e del Comitato FISI Alpi Centrali, che si è materializzato con la medaglia d’oro conquistata sulle nevi sud coreane da parte della bergamasca Sofia Goggia nella gara della discesa libera femminile.
La performance dell’azzurra è stata semplicemente perfetta fatta di grinta e voglia di vittoria. Partita come favorita non ha deluso le aspettative centrando la prima vittoria nella storia femminile della disciplina regina dello sci alpino, e riportando la medaglia d’oro all’Italia che mancava dai tempi di Zeno Colò.
“Non ho mai smesso di credere che Sofia potesse conquistare la medaglia d’oro, e questa notte ero in punta di sedia a soffiare alle sua spalle” ha proseguito coach Presazzi che ha avuto alla sua corte la neo campionessa olimpica e si ricorda molto bene la sua crescita sportiva “quando per esempio a Pila, 10 anni fa, vinse 3 titoli italiani nella categoria aspiranti e fu anche seconda in slalom, si intravedevano già le sue doti. Poi, ovviamente, ha saputo crescere e maturare nel migliore dei modi arrivando alla conquista di questa medaglia d’oro che mi rende molto felice.” Insomma una carriera da predestinata, quella della Goggia, che è culminata con il successo in terra coreana e che è iniziata in tenera età sulle piste di Foppolo. Per lei prima tessera con lo sci club UBI Banca Goggi, poi é passata con lo sci club Radici Group entrambi sodalizi di Bergamo per approdare allo Sci Club Rongai di Pisogne prima di entrare nel Corpo Militare.
“Che dire di Sofia Goggia? Sono estasiato e felice per questo suo successo che premia una carriera fatta di tanti sacrifici e di tanti infortuni” il commento del Presidente del Comitato FISI Alpi Centrali Franco Zecchini che prosegue: “la vittoria di Sofia Goggia nella discesa libera a cinque cerchi è
prima di tutto un suo successo, ma conferma ancora una volta la bontà del lavoro svolto sia dagli sci club sia dalle squadre regionali del nostro comitato. Vederla in ginocchio, ai piedi del podio, avvolta nel tricolore penso sia l’immagine che meglio rappresenta la fatica ed al tempo stesso la gioia di un successo meritato e fortemente voluto.”
Una vittoria meritata e sognata: sogno che è diventato realtà. Ed è la stessa Goggia, in un post sui social, a dire: “se quella bambina che a sei anni sulle nevi di Foppolo aveva sognato di vincere le Olimpiadi…oggi sarebbe fiera di me”. Il sogno, Sofia, si è realizzato.
Per Bergamo e la sua provincia si tratta del secondo oro che arriva dal lontano oriente. A quello della sciatrice si deve aggiungere anche quello conquistato dalla bergamasca Michela Moioli nello snowboard cross.

Sorgente: SOFIA GOGGIA: IL SOGNO DI UNA BAMBINA DIVENTATO REALTA’. ORO A CINQUE CERCHI! | Fisi Alpi Centrali – Federazione Italiana Sport Invernali – Alpi Centrali